lunedì 4 febbraio 2013

Liberiamo una ricetta - I Tajarin della mia Mamma!

Non è la prima volta che cito mia mamma nel blog! Era già successo per i suoi strepitosi agnolotti, ed ora eccomi qui a parlarvi dei suoi inimitabili Tajarin, in occasione della bella iniziativa Liberiamo Una Ricetta!
Sono in ritardo, lo so, ma ho visto l'iniziativa solo oggi mi è venuta voglia di partecipare! Quale ricetta migliore di questa quindi, in archivio già da un po', che rimanda a uno dei sentimenti più preziosi, ovvero l'amore materno?!

















Ormai la mia mamma è diventata espertissima nel realizzare questa specialità piemontese, e non vi nascondo che ha un discreto numero di "clienti"!!! Amici che più o meno velatamente apprezzano molto, e che spesso glieli chiedono anche!!!!

Avrete capito che quelli che vedete in foto non li ho preparati io ma lei....chissà se io un giorno sarò all'altezza???? Per il momento però mi limito a postarli qui, perchè condividere è un po' come amare, e io oggi voglio condividere con voi questa semplice ma per me preziosa ricetta!




TAJARIN DELLA MIA MAMMA

















Ingredienti (40 nidi circa)
  • 1 kg di semola rimacinata di grano duro
  • 10 uova (se tanto grandi, 9)
  • Un pizzico di esperienza
Preparazione
Impastare (volendo con l’impastatrice o col bimby, ma mia mamma impasta a mano!) uova e farina, fino a ottenere una pasta liscia e omogenea. Tirare le sfoglie con la nonna papera alla tacca più sottile, tagliarle nella parte  stretta sempre della nonna papera (quella dei classici tajarin piemontesi) e disporre ogni sfoglia tagliata sul piano in legno: ora qui sta il segreto….i tajarin devono essere lasciati ad asciugare quel tanto che basta perchè siano ancora morbidi per consentire la formatura dei nidi, ma abbiano il giusto grado di asciugatura che fa sì che i tajarin non si appiccichino fra di loro, e che si separino quindi senza problemi in cottura (ecco spiegato il perchè del terzo ingrediente!!!)! Lasciar asciugare i nidi: una volta secchi si conservano a lungo, anche qualche mese, in una scatola.
Consumarli dopo una cottura di qualche minuto in acqua bollente salata, conditi con un buon ragù, o anche solo con olio e formaggio.


Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web

6 commenti:

Giovanna vanna ha detto...

ciao cara, piacere io mi chiamo Vanna,e sono felice di essere passata da te! trovo il tuo blog molto interessante e quindi mi sono unita, se ti va di venire da me mi fa molto piacere, a presto! http://ledeliziedivanna.blogspot.it/

Mirtilla ha detto...

che bella preparazione,qui si vede la pratica della mamma eh

Federica ha detto...

Neanch'io sapevo di questa bella iniziativa, avrei partecipato volentieri. I "tajarin" della tua mamma sono magnifici ma non ho dubbi che saresti all'altezza di replicarli con altrettanto successo :) Mai fatta la sfoglia con tutta semola di grano duro. Proverò. Un bacione, buona settimana

maetta ha detto...

@Giovanna
grazie della visita e dei tuoi complimenti!
Passerò a trovarti, a presto MARA

maetta ha detto...

@Mirtilla
Grazie cara!
in effetti la mia mamma in questo è ormai una vera maestra!!
un abbraccio

maetta ha detto...

@Fede
io ho partecipato in ritardissimo!!! ma credo possa ancora partecipare anche tu se vuoi!!!
Grazie della fiducia!!! sei sempre gentilissima e tanto cara!
Un abbraccio grande, MARA