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domenica 5 aprile 2026

Buona Pasqua con ricetta della tradizione..... Torta Piemontese di Riso!!!


Questa è una di quelle ricette del cuore...
Una ricetta delle tradizioni familiari che evocano ricordi belli, affetti perduti ma mai dimenticati, voglia di continuare a fare...
Una ricetta di riciclo in fondo, in segno di qualcosa che si rigenera sempre...















Questa torta piaceva tanto al mio caro nonno, e oggi la condivido qui, con un sincero augurio di Buona Pasqua (anche se in tutta onestà, è buona sempre!!!) 

martedì 1 ottobre 2024

Cronaca di un Successo..... Friciule di Polenta!!!


Capitava tanti anni fa di assaggiare durante la festa del paese in quel di Castiglione Tinella, delle spettacolari Friciule di Polenta!
Come sapete le Friciule sono piatto tipico delle nostre zone piemontesi, una semplice preparazione di acqua e farina che ho già avuto modo di descrivervi qui.
Queste però erano diverse... era la farina di mais a farla da padrona, e mi erano rimaste nel cuore!
Avevo provato a capire come fossero fatte, ma a distanza di tempo non riuscivo a venirne a capo... insomma, sembrava un mistero anche su chi le avesse preparate!


Poi qualche tempo fa una mia amica mi ha detto che forse una anziana signora del paese avrebbe potuto aiutarmi!
Parlandone, ho così scoperto che queste prelibatezze sono preparate con la farina di polenta già cotta, ovvero con gli avanzi di polenta che un tempo di sicuro non venivano buttati, ma sapientemente rielaborati dalle massaie per farne gustose pietanze!

Insomma, una di quelle ricette di una volta che piacciono tanto a me, che meritano di essere recuperate, valorizzate e tramandate!

Sebbene la signora non se la sia sentita di prepararle con me, con le informazioni ormai in mio possesso, ho deciso di sperimentare, complice la buonissima polenta taragna che mi aveva dato pochi giorni prima la mia cara vicina di casa Giusi, e che avevo in frigo.
Ne sono uscite fuori delle friciule da urlo!!! Morbide e croccanti allo stesso tempo, gonfie e mai gommose, perfette da accompagnare con salumi e formaggi secondo il proprio gusto.
Sono veramente facili da preparare, assolutamente economiche, ma vi assicuro da leccarsi i baffi!!!
Io le adoro salate, quindi metto il sale già nell'impasto, ma a piacere si possono lasciare neutre, per gustarle ad esempio con una generosa spalmata di nutella!!!

Sono davvero tanto orgogliosa di essere riuscita a ricreare questa ricetta per lungo tempo inseguita: la cronaca di un successo in cucina!!!

Provatele, e mi direte!!!

giovedì 18 gennaio 2024

Fa freddo, tempo del cavolo..... Caponet!

 
Il cavolo nelle sue tante forme e colori (liscio, verza, cappuccio, viola, nero...) è una tipica verdura invernale non sempre amata, forse a causa del pungente odore che rilascia al momento della cottura, così come cavolfiori e broccoli!
In generale i cavoli hanno però il pregio di essere una verdura economica, ricca di vitamine e sali minerali, e soprattutto molto gustosa!
Si prestano bene per svariate ricette di minestre, come contorno ed il cavolo liscio in particolare è l'ingrediente principe di una tipica ricetta piemontese, gli involtini di cavolo chiamati Caponét!
La parola Caponét significa piccolo cappone, forse a richiamare una somiglianza di questi involtini con dei piccoli capponi, avvolti da una pelle rugosetta, ed in alcune zone dove vengono preparati vengono chiamati anche Pes-Coi, ovvero pesce-cavolo, in questo caso a richiamare una somiglianza degli involtini con dei piccoli pesci comodati!!!


Aldilà dell'origine del nome di questi involtini, i Caponét sono buonissimi!
Qui trovate la ricetta canonica piemontese di come li preparo io di solito! Inutile dire che si possono fare un sacco di variazioni sul tema, oltre al fatto che questi deliziosi involtini si prestano in maniera magistrale ad essere una perfetta ricetta di riciclo!

mercoledì 10 novembre 2021

La soddisfazione di un piatto di pasta..... al Ragù!!!


Lo confesso, nella mia famiglia piemontese, in una terra così legata all'allevamento dei bovini, e così ricca di tradizioni culinarie a base di carne rossa, l'abitudine di consumarla è fortemente radicata.
Sono consapevole sia bene pensare di ridurla a tavola, sia per motivi di salute che ambientali, ma questo non vuol dire, almeno per me, smettere di consumarla. Sto cercando di comprare carne di qualità, e di prepararla meno, anche se ammetto che non sia così facile pensare alle alternative. Dovrei avere quel tempo per dedicarmi a studiare un po' meglio i principi della nutrizione, che adesso davvero mi manca!
Ma tant'è, una modifica costruttiva delle proprie abitudini alimentari non è certo cosa che avvenga dall'oggi al domani, e non perdo speranza di riuscire a farlo a piccoli passi!


Nel frattempo però, volevo condividere con chi legge quello che in famiglia è il classico condimento di un bel piatto di pasta!
Il ragù di carne di casa nostra è semplice, ma buono e sincero!
Inutile dirvi quanto sia perfetto per condire un bel piatto di Tajarin... 

martedì 12 gennaio 2021

Un primo semplice e buono..... Tagliatelle Panna Prosciutto e Limone!!!


Ho imparato a preparare questa pasta grazie ad Angela, la stessa amica che mi ha insegnato le crescentine!!! La sua semplicità è direttamente proporzionale alla sua bontà!
Basterà avere a disposizione un po' di prosciutto (a cubetti o a fette sarà indifferente), la panna (va bene anche quella da cucina), un limone dalla buccia edibile, e il gioco è fatto!!! Certo, se aveste a disposizione le tagliatelle di mia madre... raggiungereste il top, ma andranno bene anche le classiche tagliatelle all'uovo comprate!!!












Provate, ne rimarrete soddisfatti!!!

domenica 1 novembre 2020

"Chi fa i Santi senza becco, fa Natale poveretto"..... Rolata di Pollo!!!

Ebbene sì, dalle mie parti, precisamente nelle Terre Astigiane di cui è originaria mia mamma, il detto è proprio questo!
Non sapete cosa significa??? Presto spiegato: per non avere un Natale poveretto, il giorno dei Santi bisogna mangiare qualcosa "col becco"!!! In parole povere, un volatile!!!
Tutti gli anni quindi, l'1 di novembre, mi premuro di avere in tavola, pollo o tacchino, o simili: non sia mai che si vada incontro ad un Natale di stenti!!! Già quest'anno è sufficientemente sfigato e funesto di suo, cerchiamo di assecondare almeno i detti popolari!!!


In realtà quella che vedete in foto è una rolata che io mi sono semplicemente limitata a comprare dal macellaio, per poi farla cuocere!
Ma del resto il detto non prevede di spennare e accomodare in prima persona il pennuto!!! Credo che la cottura sia più che sufficiente!!!

Buon 1 novembre di Ognissanti!!!

mercoledì 3 giugno 2020

Ormai me ne sono innamorata... Bonet a Microonde!!!

Da quando l'ho scoperto grazie alla mamma di un compagno di basket di mio figlio, non lo lascio più!!!
La ricetta differisce poco dal mio classico bonet, ma la preparazione ragazzi... su quello non c'è confronto!!! Si fa in un attimo, ma è ugualmente buonissimo!!! E non ha nulla da invidiare alla ricetta tradizionale, credetemi!!!











Provatelo!!!

venerdì 27 settembre 2019

Esperimento riuscito!!! Zabaione Alleggerito!!!

Oggi è il compleanno di mio papà!!!
Lui apprezza molto i dolci cremosi (tipo tiramisù per intenderci!) ma per il compleanno una torta la vedo più adatta... così ho optato per la mia classica torta di nocciole...
Per renderla più golosa ho preparato uno zabaione di accompagnamento, ma questa volta ho voluto provare ad alleggerirlo...
Le 4 uova del mio classico Zabaione al Moscato mi parevano tante, ma non volevo nemmeno ripiegare sul mio zabaione finto, così ho provato a realizzare una versione che fosse una via di mezzo fra i due...
Beh, ne è uscita una crema fantastica, dalla consistenza perfetta per essere messa su una torta, e con un gusto che non tradisce mai!


Io questa volta ho usato la Malvasia al posto del Moscato, ed è uscito ugualmente perfetto!
Provatelo, sarà una goduria pazzesca!!!

venerdì 22 marzo 2019

Una Salsa incredibile...... la Cugnà!!!

Per chi non è Piemontese è difficile capire o immaginare che cosa possa essere la Cugnà...
Si tratta si una sorta di marmellata/mostarda d'uva cotta per parecchie ore, che ha come base il mosto ed alla quale vengono aggiunti altri tipi di frutta... inoltre, essendo il mosto la sua componente principale, la si può preparare esclusivamente durante il periodo della vendemmia!!!
In realtà una roba simile la si prepara anche in altre regioni, rigorosamente ricche di vitigni, ma è chiaro che a seconda del tipo di mosto utilizzato, cambia necessariamente il risultato!!!


Ora... questa ricetta viene da lontano, dalla mia cara nonna Bia (lei si chiamava Maria, ed era quella degli gnocchi e delle bistecchine, ma era diventata Bia da quando mio figlio, ancora piccolo, sentendola nominare come la Bisnonna Maria, aveva fatto che identificarla come "nonna Bia"!!!).
Ricordo che un giorno di tanti anni fa, quando entrambi i nonni erano ancora vivi, mi misi a tavolino, e chiesi alla nonna di descrivermi meglio che poteva alcune delle sue ricette "storiche", che appuntai minuziosamente su alcuni foglietti volanti!!! Ovviamente la nonna non era stata così precisa nell'indicarmi le dosi, ma col tempo mi sono aggiustata lo stesso, riuscendo a replicare con successo le ricette che mi ha tramandato!!!
La nonna in piemontese la chiamava semplicemente "mustorda" cioè mostarda, io sinceramente non conosco l'etimologia della parola "cugnà", ma so che col tempo questa squisita preparazione è diventata un'eccellenza dei nostri territori, tanto che nei negozi dove si vendono queste specialità, un barattolino da 200gr arriva a costare anche 6 o 7 €uro!!!
Purtroppo la sua preparazione è mooolto lunga, quindi se la vorrete preparare dovrete armarvi di santa pazienza... ma il gusto che vi regalerà saprà ripagarvi di ogni fatica!!!
E' ottima da consumare in abbinamento con alcuni formaggi, prima fra tutte la Robiola di Roccaverano, e con carni lesse.
Certo... questo non è periodo di vendemmia... ma ne ho giusto aperto un vasetto l'altro giorno, e ho deciso di condividerla adesso nel blog!!!
Se avrete la voglia di provarla quando sarà la stagione giusta, fatemi sapere come vi è venuta!!!

mercoledì 19 dicembre 2018

Una dolce idea per Natale... i Brut e Bon (ovvero i biscotti Brutti e Buoni!)

Quest'anno per Natale avevo in mente di preparare dei pensierini home-made...
Certo, non ho potuto fare a meno di alcuni regali più tradizionali, ma per dei piccoli pensierini, l'home-made ha sempre il suo fascino! Se poi è qualcosa di mangereccio... ancora meglio!!
Così, oltre ad aver agghindato a festa alcuni dei barattoli di confettura che avevo prodotto quest'estate (grazie all'abbondante quantità di fichi  e di ramassin delle piante del giardino), ho deciso di preparare dei biscottini delle feste...
L'anno scorso per la colazione avevo realizzato questi Christmas Cookies con una semplice frolla, ma quest'anno, per i regali, volevo cambiare... 
E questi Brut&Bon mi sembravano perfetti!!!


Naturalmente possono essere preparati in ogni periodo dell'anno, non solo a Natale, perchè sono facilissimi da fare, e talmente buoni che spariscono subito!
Credo siano famosi un po' dappertutto, questa è la mia ricetta per voi!

Buon Natale


mercoledì 1 agosto 2018

I prodotti dell'orto..... Sformato di Zucchine e Sformato di Melanzane!

Grazie alle amorevoli cure di mio marito, in questo periodo il nostro orto è un'esplosione di natura!!
Pomodori, patate, peperoncini, zucchine, melanzane...
Diversamente da quelle verdure che si possono mangiare crude senza grosse fatiche, zucchine e melanzane richiedono un po' più di lavoro... vanno cucinate (con tutto il rispetto per i crudisti... a me piacciono cotte!!!) e soprattutto non vanno cucinate sempre nello stesso modo!!!











Non sono come i pomodori, che si mangiano a occhi chiusi... accompagnamento ideale per ogni piatto, conditi o da condire! Col caldo, un pomodoro e una pagnotta di pane addirittura possono risolverti il pranzo!!
Così, ci si ingegna per trovare modi sempre diversi per proporle in famiglia! Zucchine fritte, melanzane grigliate, zucchine in agrodolce... fino a quando assaggi uno sformato di melanzane divino, in una delle ultime "piole" di Torino...
La cosiddetta "piola" è l'equivalente sabaudo dell'osteria o della trattoria, un locale "proletario" dove il servizio è alla buona e senza fronzoli, il menù del territorio ha pochi piatti ma giusti, spesso scritti semplicemente su una lavagna all'ingresso, il vino è servito in caraffa, le porzioni sono abbondanti e il conto onesto... insomma, un posto dove si mangia e beve bene a prezzo modico, in un'atmosfera quasi d'altri tempi!
La "Piola da Cianci" a Torino, è tutto questo! Si trova in piazzetta IV Marzo a Torino, vicino al Duomo, ed è un locale piccolo col dehor fuori sia in estate che in inverno, dove fanno una cucina rustica e sincera, a prezzi veramente imbattibili! Antipasti a 4€ (il misto 6€), primi a 5€ e secondi a 6€! Certo, il numero dei piatti proposti è limitato, e a rotazione sono più o meno sempre gli stessi, ma il rapporto qualità prezzo è ottimo!
Inutile dire che la "Piola da Cianci" è sempre piena, e si fa fatica a trovare posto!!

Insomma, se la matematica non è un'opinione....
Sformato di Melanzane di Cianci + Melanzane nell'Orto = Voglia di provare a preparare a casa lo Sformato di Melanzane!!!
E vista l'abbondanza di zucchine, ho provato pure lo sformato di zucchine!!! Buonissimi entrambi!!!
Veloci da preparare (le verdure sono abbondanti e vengono utilizzate a crudo), si conservano in frigo per qualche giorno, e possono essere proposti sia freddi che tiepidi, mangiati come antipasto, come piatto unico o come secondo in base alle esigenze! Certo... devono cuocere in forno, e d'estate non è il massimo... ma basta organizzarsi preparandoli magari la sera prima di andare a dormire, anche perchè se riposano almeno qualche ora prima di essere serviti, sono ancora più buoni!!!

martedì 28 novembre 2017

E' tempo di inviti...... Salsa per Vitello Tonnato.... e Uova in Salsa!!!

Inutile negarlo....il Natale si sta avvicinando a gran carica!!
Le città sono ormai illuminate a festa, e anche in casa mia inizia a farsi prepotente la voglia di allestire albero e presepe, ad essere sincera ben prima di quanto non succedesse gli altri anni!!!
Anche io (non solo mio figlio!), non vedo l'ora di preparare e di pensare "natalizio" :-)  
Sarà una irrefrenabile voglia di fanciullezza???? :-)

Quel che è certo, è che il Natale porta con sé pranzi, cene, e grandi abbuffate, quindi una certa attenzione viene dedicata a "cosa preparare" per l'occasione!
Nell'infinita varietà della tradizione gastronomica italiana, la scelta certo non manca....ma per me che sono piemontese, il Vitello Tonnato è sempre un must!!! Un classico che non tradisce mai!!!


Indispensabile per una buona riuscita del piatto, sono la qualità e il taglio della carne: si deve utilizzare la "rotonda" di vitello, lessa! La "rotonda" è semplicemente quel taglio che affettato sottilissimo a crudo, serve per la carne all'albese, nonchè detta a carpaccio! Altri pezzi di carne non avranno la stessa resa!

Ora, per preparare in casa la carne per il vitello tonnato, basterebbe comprare il pezzo intero, e lessarlo in abbondante acqua insaporita con dei gusti. Solo che poi una volta raffreddato bisogna affettarlo sottile sottile....e dubito che qualcuno di noi a casa abbia un'affettatrice.... Inoltre, il pezzo garantisce porzioni per un mezzo esercito, e non sempre si è così in tanti!!!
In questo caso, ci vengono in aiuto i banchi gastronomia di supermercati e negozi!!! Alcuni di essi infatti propongono la rotonda lessa al banco taglio, proprio come salame e prosciutto! La qualità che ho trovato io del prodotto è finora sempre stata molto elevata, col vantaggio che acquisto solo la quantità che mi serve, e le fette sono sottili il giusto!

Cosa volete più di così??? Semplice, la Salsa Tonnata!!!

Quelle in commercio in vasetto, diciamocelo, fanno abbastanza schifo!
Quelle proposte in abbinamento alla carne, sono una discreta fregatura: si paga la salsa allo stesso prezzo della carne, solo che in termini di peso, la salsa incide molto di più della carne stessa!!!

L'ideale insomma, è comprare la carne affettata, e la salsa prepararsela da sé!
Se seguirete la mia ricetta, sarà uno scherzo da ragazzi......e farete un figurone!!!

giovedì 2 novembre 2017

L'amore di una mamma........Taviolotti©!!!

Se ci penso, questa ricetta è nel mio archivio più o meno da quando è nato mio figlio..... più di 11 anni e mezzo fa!!
Non so perchè non l'ho mai postata qui sul blog..... forse perchè è da allora che non mi adopero per farli (infatti anche la foto risale a quel periodo!!)...... in effetti sarebbe il caso di replicare...... credo che avrebbero un ottimo effetto terapeutico!!!











Quando Ottavio è nato, come credo tutte le mamme ero stanca, provata, non accettavo il fatto di non riuscire ad essere dinamica come prima......lui mi assorbiva, ma era così meraviglioso averlo tra le braccia.....guardandolo ora, quasi non mi capacito che sia stato piccolo, e che sia già così cresciuto!!!
Passato il primo periodo però, la cucina iniziò nuovamente a suscitare la mia attenzione..... a quel tempo, al mercato era presente il banchetto di un produttore di formaggi, che vendeva una ricotta a dir poco fantastica...talmente buona che sembrava burro!!! Così, carica di buona volontà, decisi che volevo provare a replicare dei ravioli/agnolotti mangiati in una trattoria mentre ero incinta....una sorta di reminiscenza delle "voglie"!!!
Ovviamente andai ad intuito, non avevo un'idea precisa di cosa ci fosse dentro quei ravioli....sapevo solo che mi erano piaciuti!!!
Mi misi al lavoro, e preparai un ripieno a base di ricotta, poi confezionai i ravioli, e quando li cucinai erano così buoni, che pensai immediatamente al mio cucciolo.... tante volte chiamato da noi chiamato "Raviolino" o "Raviolotto"!!
Fu così che nacquero i "Taviolotti©" ovvero i Ravioli/Agnolotti in onore di Ottavio!!!

Finalmente, eccoli qua!!!

lunedì 20 febbraio 2017

In cucina con le frattaglie.......Trippa in Umido di casa mia!

Non ho difficoltà ad ammetterlo......a me le frattaglie piacciono! Tutte!!!
Fegato, cuore, cervella, filoni, polmone....non per niente sono tutti "pezzi" del famoso fritto misto alla piemontese, e io da Piemontese doc quale sono, non potevo certo smentirmi!!!
In casa devo dire che non sono tutti come me...mio marito non disdegna fegato e cervella, mio figlio invece proprio non le ama!!!
Non vi dico quando compro il polmone: rigorosamente solo per me, lo faccio bollire poi lo passo in padella tagliato a fette con olio o poco strutto, un pizzico di sale e.......che buono!!! Loro invece ogni volta si schifano, e pretenderebbero che andassi a mangiare ad un altro tavolo!!! 


Nel mondo delle frattaglie la trippa merita poi un capitolo a sè!!
Qui da me è famosa quella di Moncalieri, pressata a modi salame e cotta, si può gustare tagliata a fettine sottili proprio come gli affettati, semplicemente condita con un filo d'olio sale e pepe!
La trippa classica invece, può essere utilizzata per zuppe e minestre, nella più rigorosa tradizione contadina!!
Questa è la mia versione, ispirata a quella di mia mamma: in umido leggermente brodosa, perfetta per scaldare le fredde serate di questo lungo inverno!!

venerdì 21 ottobre 2016

Questo è dedicato al mio Papà....il Bonet!!!!

Eh sì.....devo dire che questo dolce piace molto anche a mio marito e a mio figlio.....ma in famiglia il primo estimatore in assoluto del Bonet è mio papà!!!
Gli piace così tanto che pur non essendo un dolce della tradizione familiare, mi ha comprato e regalato lo stampo, apposta per poterglielo preparare!!! :-)


Il Bonet (che per inciso si pronuncia Bunet!) è un dolce tipico...tipicissimo del Piemonte e in particolare delle Langhe, un sostanzioso budino realizzato con materie prime semplici (latte, uova, zucchero, cacao e amaretti), cotto in forno a bagnomaria nei classici stampi a corona o da plumcake (il "plinchè!!!).
Qui sul blog ne avevo già postata una versione "finta", decisamente più leggera, ma questa è la versione per così dire "istituzionale"!!!
La ricetta è una rielaborazione mia di quella gentilmente concessami da mia cognata, con qualche piccola aggiunta appresa direttamente in quel di La Morra...cuore di Langa che più cuore non si può!!
Meglio di così!!!!!!! ;-)

venerdì 9 ottobre 2015

Questo è buono sempre....Tonno di Coniglio!!!

Capitano le giornate storte.......quando ti alzi la mattina e vedi tutto nero...quando ti alzi la mattina e inizia a succederti di tutto...quando arrivi alla sera e le sventure non sono ancora terminate...

Ma per fortuna capitano anche le giornate buone!!!
Vuoi perché la mattina inizia con un abbraccio di tuo figlio, vuoi perché quello che il giorno prima sembrava una catastrofe, si rivela in realtà una fortuna, vuoi perché trascorri una spensierata pausa pranzo con un'amica che non vedevi da anni!!!

Capita così che dopo una giornata storta... in una giornata buona, io mi ricordi di avere un blog, e sia presa dalla incontenibile voglia di postare una ricetta!!! Capita che io scorra il mio ricco archivio di ricette, e decida di postare questa.....che va bene sempre, in estate e inverno, con la pioggia e con il sole, una delizia per il palato e per il cuore...


Del resto si sa....l'effetto terapeutico della cucina, è sempre garantito!!!

lunedì 9 marzo 2015

Quando le ricette hanno origini antiche...la Farinata!!!

La farinata, preparazione a base di farina di ceci, è una specialità tipica della Liguria di Levante, ma è molto diffusa anche nel basso Piemonte, in particolare nelle zone di Nizza Monferrato e Acqui Terme.













E' un impasto preparato con ingredienti molto semplici e poveri: farina di ceci, acqua, sale ed olio.
Da cosa ho potuto leggere in giro, le origini della farinata risalgono addirittura al periodo dei Greci e dei Romani, quando pare che i soldati usassero preparare un "miscuglio" di farina di ceci ed acqua che veniva poi fatto cuocere al sole o sullo scudo, per sfamarsi velocemente e con poca spesa.
L'utilizzo della farina di ceci fra i soldati era così diffuso, che proprio una leggenda narra che nel 1284, di ritorno da una battaglia, le vittoriose navi della Marinara Repubblica di Genova si trovarono coinvolte in una tempesta, ed alcuni barili di olio e farina di ceci si rovesciarono bagnandosi di acqua salata. I marinai, cercando di recuperare tutto il possibile, misero ad asciugare al sole l'intruglio, ottenendo una specie di frittella. Nel tempo la fortuita e apprezzata ricetta venne migliorata, si pensò di cuocerla in forno, e nel 15° secolo proprio a Genova venne emesso un decreto che ne disciplinava la produzione!!  
L'influenza della Liguria verso il Basso Piemonte ha consentito nei secoli la diffusione di questa prelibatezza così come la conosciamo oggi!!!
In Piemonte la si conosce anche come "Bele Cauda": ad Acqui terme si usa mangiarla al piatto, con coltello e forchetta (se passate in zona, non perdetevi l'antica Trattoria da Bigat!!), mentre verso Nizza Monferrato assume anche la classica caratteristica di cibo da strada, servita in un cartoccio di carta paglia e da assaporare con le dita unte!!

Che dite.........vi ho fatto venire voglia di mangiarla????  ;-)

martedì 10 febbraio 2015

Pregasi Vampiri Astenersi.....la Bagna Cauda!!!

Eh sì...i vampiri in lettura sono pregati di....cambiare post: sarà a loro rischio e pericolo continuare a leggere!!!!
Insomma, non è un mistero che la piemontesissima Bagna Cauda sia una preparazione ricchissima di aglio :-) che tradizione vorrebbe fritto in abbondante olio prima di aggiungere le acciughe...


Ma per evitare di dover interrompere i rapporti sociali per almeno una settimana, e per consentire al proprio stomaco di continuare a digerire senza grossa fatica.... io ne preparo una versione cosiddetta "alleggerita", facendo bollire l'aglio nel latte, in modo tale che resti più leggero e perda quell'intensità che rischia di rimanere in bocca per giorni!!!
Certo, qualcuno potrà dire che è una bagna cauda eretica... ma vi garantisco che non ha nulla da invidiare alla cugina originale, con la differenza che gli amici e lo stomaco vi ringrazieranno!!!!

sabato 7 febbraio 2015

Quest'anno a Carnevale prepariamo i Piemontesissimi....Fricieu di Mele!!!

Come quasi tutti gli anni, per il periodo di Carnevale mi piace proporvi una nuova ricetta di dolcetti tipici di questi giorni!!
Rigorosamente fritte (perchè a Carnevale ogni fritto vale!!!), sono già comparse sul blog le bugie, le chiacchiere, le frittelle di mele, le bugie ripiene, le ciambelle.....
Secondo voi, potevano mancare i nostri specialissimi Fricieu di Mele????


Il termine "fricieu" (che si pronuncia friciò ma con la ò finale molto stretta), è un termine piemontesissimo che significa frittella....anche se per quanto mi riguarda è quasi intraducibile, perchè è solo il termine in dialetto che rende al meglio il suo significato!
Infatti il fricieu è sì una frittella, ma che gonfia in cottura....e dire semplicemente frittella mi dà l'idea di qualcosa di piatto!!!

In ogni caso, preparateli e chiamateli come volete!!!
L'importante è che siano buoni, e vi garantisco che questi lo sono davvero!!! 

martedì 29 luglio 2014

Potenzialità della Rete: la Frittura Dolce per Patricio!!!

Come ben sapete, il mio blog non è certo "mondano"!!!
Non faccio pubblicità, non ho più tempo per andare in giro a far visita agli altri blog.....e ormai la quasi totale inesistenza di commenti qui sul mio lo dimostra ;-)
Ma la cosa certo non mi preoccupa!! Non è mai stato il mio obiettivo!!!

Il mese scorso però ho avuto una grande soddisfazione...
Controllando la posta dell'indirizzo legato al blog, ho trovato una mail di Patricio, il quale mi spiegava che dopo aver letto il mio post sulla Friciula, aveva istintivamente pensato alla Sua Nonna, originaria piemontese, perchè lui ancora adesso prepara le Friciule con una ricetta identica alla mia, una ricetta che Sua Nonna ha insegnato a suo padre, che suo padre ha insegnato a lui, e che lui ha insegnato ai suoi figli!!!

Che emozione leggere una simile mail: pensare che dall'Argentina, Patricio abbia potuto scrivermi queste cose, dopo aver letto la mia ricetta sul mio semplice blog....mi fa venire la pelle d'oca...
Che emozione pensare a tutte le potenzialità che la rete regala: ai tempi delle nostre nonne, anche solo comunicare col paese più vicino era già una cosa complicata...
Ora il tempo di un clic, e sei in contatto con l'altra parte del mondo...che meraviglia!!!

Nella sua mail, in un ottimo italiano nonostante la distanza, Patricio scrive ancora:
"Ma adesso io voglio trovare una altra delicatezza culinaria de la mia nonna. Non posso ricordare come si chiama, noi la conosceva come friciula dolce. La mia nonna usava polenta fredda. Credo qui fritta o al forno, e dopo il zucchero. Non ricordo bene."












Io ci ho pensato un po', e come ho già risposto a Patricio via mail, sono giunta alla conclusione che la friciula dolce di cui lui parla sia la Frittura Dolce che si usa preparare col Fritto Misto alla Piemontese, ovvero il semolino fritto!!
Consistenza polentosa, impasto dolce, poi lasciato raffreddare e fritto in padella con un buon olio d'oliva...
Senza dubbio di Frittura Dolce si tratta!!!

Beh, Patricio, Grazie di questo inaspettato e graditissimo contatto!!!
Ecco la mia ricetta di famiglia: questa è dedicata a te!!!!